La "Canea" - Santuario Perello

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La "Canea"

Per i pellegrini che giungevano qui dopo magari aver viaggiato a piedi per ore, c’era un locale messo a loro disposizione per rifocillarsi e riposare. La tradizione dell’ospitalità e dell’accoglienza prosegue anche ai nostri giorni nel ristoro che, al contrario degli spaziosi santuari di pianura, fa parte integrante del sacro edificio ed è indicato con il termine “Canea”.
Ma che significa Canea? Certo, è un termine strano e non usuale ai nostri giorni. Deriva dal latino con significato di osteria. Andando a spulciare nel vocabolario italiano, tra le indicazioni suggerite, ne troviamo una che potrebbe forse essere adatta a questo termine: schiamazzo, gazzarra, quindi luogo del Santuario preposto alla riunione conviviale dei pellegrini, dove è possibile parlare a voce alta senza arrecare disturbo a chi si reca a pregare. Altra definizione potrebbe essere la derivazione da cannavaro, cioè l’oste o il cantiniere che gestiva il luogo di ristoro.


Queste sono delle possibili spiegazioni, ma ne abbiamo trovate altre. Qualcuno sostiene che potrebbe essere la contrazione in dialetto locale del termine cantina. Plausibile qualunque di queste definizioni. Certamente questi locali avevano e hanno tutt’ora, un’importanza nella struttura del Santuario, sia dal punto di vista logistico e di accoglienza che di carattere economico .

Nell’arco del tempo la Canea è stata più volte ampliata, ristrutturata e resa funzionale, come si evince dai vari interventi e dalle annotazioni di spese sostenute per tenerla in ordine. Alla Canea si fermavano per rifocillarsi i pellegrini che giungevano al sacro edificio. Dalle poche notizie giunte a noi possiamo dedurre che questo locale era una specie di locanda dove poter mangiare, bere.
Anche la gestione della Canea era nelle prerogative gestionali dei Sindaci ed erano sempre loro che mettevano a concorso la gestione del locale e dettavano le regole da osservare.
Come il resto delle dipendenze: romitorio, alloggi, ecc., anche questo ambiente era aperto durante i mesi estivi e qui si poteva vendere vino, pane e naturalmente companatico. Una parte del guadagno andava poi alle casse del Santuario.

Anche oggi funziona la Canea come luogo di ristoro: i locali sono posti sopra l’atrio d’ingresso del santuario sul lato che guarda verso Selvino e, come allora, ha la funzione di dare alloggio temporaneo ai pellegrini che qui rimangono per il pranzo al sacco. Naturalmente anche la Canea si è evoluta e, oltre all’ospitalità e a un tavolo per mangiare, dà agli ospiti la possibilità di gustare qualche piatto locale a prezzi modici.

 
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