Cenni storici - Santuario Perello

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Cenni storici

Il Santuario




1. Il comune di Algua e il suo territorio

Algua è un comune un poco particolare, nato dalla fusione di due entità territoriali non contigue e tra di loro distanti ben 1600 metri l’una dall’altra; un tempo le quattro frazioni che oggi costituiscono il territorio comunale erano comuni autonomi. Una parte del territorio è posta sulla destra orografica del torrente Serina ed è costituita dalle frazioni di Frerola e Pagliaro; la seconda parte è posta a sinistra della valle del torrente Ambriola ed è composta dalle comunità di Rigosa e Sambusita.
Il capoluogo comunale, Algua, è situato alla confluenza del torrente Ambriola con la valle Serina. All’atto della sua costituzione il comune di Algua aveva una superficie di 25,79 km² ridottasi poi a 8,14 km² dopo la separazione dei comuni di Bracca e di Costa Serina ed oggi conta una popolazione totale di 725 abitanti
La storia di questo entità amministrativa è un poco complicata. Il comune vienne costituito con R.D. n. 1997 del 6 ottobre 1927  con la fusione dei comuni di Bracca, Costa Serina, Frerola e Rigosa, con la denominazione di Algua di Costa Serina. Nel 1928 l’appellativo vienne cambiato in Bracca di Costa Serina. Tale comune era formato da 9 frazioni o località: Bracca, Pagliaro, Frerola, Ascensione, Costa Serina, Trafficanti, Ambriola, Sambusita e Rigosa.
Con la fine del regime fascista, nel 1948, viene prospettata l’opportunità di ricostituire alcuni comuni soppressi e tra questi troviamo quello di Bracca e Costa Serina, mentre gli ex comuni di Frerola e Rigosa rimangono uniti sotto la denominazione di Comune di Algua di Costa Serina in seguito mutata in quella di Comune di Algua  .

2.  Le parrocchie di Rigosa e Sambusita

Rigosa e Sambusita sono le due parrocchie che fin dall’evento miracoloso dell’apparizione della Madonna curano, sostengono e hanno l’incarico dell’assistenza religiosa del Santuario. Le due comunità sia civili che religiose, hanno antica origine. Fino al XIII esse erano legate a Costa Serina, e formavano un’entità sociale e religiosa nota con il nome di Territorio de “La Costa”. Parte di queste terre erano di proprietà del vescovo di Bergamo ed erano soggette al censo episcopale.
Dei tre borghi però, quello di Sambusita era la curtis episcopale, un nucleo di abitazioni e di terreni che il Vescovo affidava a persone di sua fiducia, pertanto è da considerarsi l’insediamento più antico del territorio de La Costa.
Un primo documento attestante il toponimo Sambusita e l’appartenenza del territorio della Costa e di Sambusita al censo episcopale, lo troviamo verso la fine del XII secolo. Si tratta di un rogito notarile del 17 maggio 1186 redatto dal notaio episcopale Ottobono nel quale il Beato Guala (vescovo di Bergamo dal 1168 al 1186) concedeva una investitura perpetua sui terreno del censo episcopale per i: “…vicino set circunvicinos, scilicet illos de vicinatia Bracha et de Cosata et de Sambuxeta et de Leverne…” .
Contrariamente a Sambusita, il toponimo Rigosa compare molto più tardi, anche se certamente come borgo posto sulla via di collegamento tra la valle Seriana e Brembana esisteva già nel medioevo. Infatti, il Maironi da Ponte, nel suo Dizionario Odeporico scrive che a Rigosa: “…vi si veggono le vestigia di un’antica torre, dove vuolesi che seguisse uno de’ fatti più sanguinosi fra i partigiani dell’una e dell’altra delle fazioni Guelfa e Ghibellina…”   Come comunità religiosa Rigosa diventerà autonoma dalla Costa- Sambusita all’inizio del XV secolo.
Queste due comunità avranno una vita civica e religiosa assai parallela provenendo sia dallo smembramento dello stesso territorio comunale che dalla stessa chiesa matrice di La Costa – Sambuxeta.
Le vicende storiche delle comunità di Sambusita Rigosa risalgono all’antichità e sono legate a dei possedimenti o “corte” che i Vescovi di Bergamo avevano in queste zone montane, come si può leggere in alcuni manoscritti della prima metà del XIII secolo . In essi si legge che in quella zona c’era una “Ecclesia” di san Pietro guidata da un presbitero il quale aveva l’obbligo di pagare un censo alla Curia Romana . Questo presbitero aveva la guida non solo della comunità di Sambusita, ma anche quelle di Bracca e Costa e per motivi pratici risiedeva quattro mesi all’anno in ognuna delle tre comunità. La certezza della presenza di un sacerdote alla guida delle tre comunità è confermata da almeno due documenti.
Il primo documento che attesta l’esistenza di una “Ecclesia” retta da un presbitero censuato, cioè con un reddito che gli permettesse di vivere dignitosamente, è del 1260 circa. In questo manoscritto sono citate le chiese della plebania di Dossena sottoposte a censo: “ … in plebati Dossena … ecclesia s.cti Petri de Sambusita, d. X …”
Il secondo di questi documenti, datato 1304, si riferisce al Sinodo Diocesano del vescovo Giovanni da Scanzo. In esso si legge che era presente un certo: “… pre Beniadeus presbiter de S. Maria de la Costa …”. Questo Sinodo si tenne a Bergamo in un momento molto delicato della vita religiosa della diocesi. Esso servì a mettere particolarmente in risalto e correggere certi abusi dei sacramenti per compiere sacrilegi e malefizi, un’usanza molto diffusa in Lombardia in quel periodo .
L’unione delle tre  comunità sotto la guida di un unico sacerdote continua per almeno due secoli. Conferma di ciò la troviamo in occasione del decreto visconteo, noto come Censo sul Clero di Barnabò Visconti del 1360, dove, tra le parrocchie censuate, troviamo le tre Chiese costrette a pagare per il beneficio di loro competenza .
Con il tempo, però, si fa strada l’esigenza degli abitanti di avere una propria autonomia e la presenza costante di un sacerdote, pertanto presentano una petizione al Vescovo di Bergamo perché conceda l’autonomia alle tre parrocchie.
Con decreto vescovile del 5 settembre 1408, il vescovo Francesco Agazzi aderisce alla richiesta presentata a nome degli abitanti di Rigosa e Sambusita, da: “ …Barono fu Filippo de Grigis di Rigosa, Alessandrino di Zardo fu Fachino de Marconi di Sambusita, Bonadeo fu Zanno Mazze de Grassenis di Sambusita … tutti abitanti dei predetti comuni della Diocesi di Bergamo, rende autonoma la parrocchia di Sambusita da quella della Costa …”. Sambusita è da considerare la Chiesa madre delle parrocchie di: Selvino (smembrata nel 1441), Rigosa (1456),  Miraguelo S. Marco (staccata giuridicamente nel 1471) e Aviatico (canonicamente eretta nel 1520) che nell’arco di alcuni decenni si staccheranno per diventare parrocchie autonome . Pertanto S Pietro in Sambusita è da ritenersi la Chiesa matrice di tutte queste parrocchie .
Rigosa, come detto, si stacca da Sambusita nel 1456 ma nel corso dei secoli ha condiviso più volte la guida parrocchiale del parroco di Sambusita.
E poiché, come dice il filosofo Giambattista Vico la storia è un’insieme di ripetizioni periodiche nel tempo, anche per quella di Sambusita e Rigosa c’è una continua separazione e riunificazione dell’amministrazione comunale e oggi anche di quella ecclesiastica. Oggi infatti i due paesi sono parte integrante del comune di Algua e, dal 18 luglio 1986 unica entità parrocchiale sotto  il titolo di San Pietro e Sant’Antonio abate.





 
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